Campax si schiera contro l’iniziativa del caos, che chiede che la popolazione residente permanente in Svizzera non superi i 10 milioni di persone entro il 2050.
Promossa dall’UDC, l’iniziativa si basa su profonde motivazioni di rifiuto dell’immigrazione, mascherate da argomenti di sicurezza e di salvaguardia delle risorse. Le persone con passato migratorio vengono infatti usate dal partito come capro espiatorio di tutte le sfide attuali (dalla crisi della biodiversità ai treni affollati nelle ore di punta).
Non solo l’iniziativa non risolve nessuno dei problemi citati, ma la sua adozione comporterebbe anche molteplici effetti negativi.
I principali argomenti a favore del NO:
Conseguenze sui nostri rapporti con l’UE
Il 2050 può sembrare lontano, ma secondo l’Ufficio federale di statistica la soglia dei 9,5 milioni di abitanti, a partire dalla quale dovranno essere adottate le misure, sarà in realtà già raggiunta nel 2031.
Da quel momento in poi, le persone ammesse a titolo provvisorio non potranno più richiedere un permesso di soggiorno né la naturalizzazione.
Questo inasprimento delle politiche sull’immigrazione segnerà la fine degli accordi sulla libera circolazione delle persone (Accordi che consentono ai cittadini svizzeri e dell’UE/AELS di vivere, lavorare e stabilirsi liberamente in questi paesi).
Questo attiverà la “clausola ghigliottina” (se anche solo uno degli accordi bilaterali chiave con l’UE viene rotto, tutti gli altri lo sono automaticamente). Verranno quindi annullati gli accordi sui trasporti terrestri, il traffico aereo, l’agricoltura, la ricerca, le norme tecniche e l’accesso al mercato. La cooperazione tra la Svizzera e l’Unione europea ne risulterà quindi fortemente indebolita in molti settori.
Conseguenze dirette per le persone con passato migratorio
La messa in discussione della libera circolazione con l’Unione europea comporterà un inasprimento delle condizioni per vivere e lavorare in Svizzera: maggiore difficoltà nell’ottenere i permessi, maggiore incertezza per chi è già insediato e un’integrazione professionale più fragile. Un ampio sostegno a una simile iniziativa invierebbe inoltre un messaggio estremamente duro alle persone con passato migratorio che vivono in Svizzera e rischierebbe di indebolire la coesione sociale.
Conseguenze economiche
Barriere commerciali più rigide complicheranno l’accesso al mercato europeo e aumenteranno i costi per le imprese svizzere, causando perdite di reddito che potrebbero portare a una diminuzione dei salari, provocare delocalizzazioni e accentuare la carenza di lavoratori qualificati in settori chiave come la sanità, l’edilizia e la tecnologia.
Conseguenze sociali
Meno lavoratrici e lavoratori attive/i significa meno entrate per le nostre assicurazioni sociali (AVS/AI).
Inoltre, l’immigrazione svolge attualmente un ruolo di regolatore demografico di fronte all’invecchiamento della popolazione. Una diminuzione della popolazione attiva comprometterebbe l’equilibrio finanziario necessario per il pagamento delle rendite di domani.
Conseguenze per l’asilo
Anche l’adesione della Svizzera agli accordi di Schengen e Dublino è a rischio. La fine di questi accordi costringerà la Svizzera a gestire da sola tutte le richieste di asilo, anche quelle già trattate altrove, senza possibilità di trasferimento verso altri paesi europei. Questo ripiegamento causerebbe un intasamento del sistema d’asilo e una forte pressione sulle risorse amministrative federali e cantonali.
Perché voti no all’iniziativa del caos dell’UDC?
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