Lanciagranate, “Corsa dei maialini” e tanti bambini empatici: il curioso mix di impressioni della nostra azione all’OLMA
Ottobre 2026: come ogni anno in autunno, l’OLMA apre le porte a migliaia di visitatori/visitatrici. Il messaggio pubblicitario: una fiera dedicata all’alimentazione e all’agricoltura, pensata per far capire alla gente da dove viene il cibo che mangiano, come vivono i cosiddetti animali da allevamento in Svizzera e, soprattutto, per offrire tantissimo divertimento e azione! Uno dei presunti momenti clou: la corsa delle colonne.
Ma le apparenze ingannano: all’OLMA sono presenti solo le aziende e le istituzioni che possono permettersi di partecipare alla fiera, tra cui, oltre a numerose aziende agricole, c’è anche l’esercito. Dopotutto, chi non vorrebbe, durante una gita in famiglia, che i bambini si arrampichino sui carri armati, ammirino i lanciarazzi e simulino dei tiri? Christine Bolt, CEO di OLMA-Messen, che ha invitato l’Esercito svizzero, parla in modo diplomatico riguardo alle esibizioni dell’Esercito davanti al pubblico della fiera:
«Gli spettacoli speciali sono importanti per l’identità della fiera. Vogliamo favorire il dialogo.»
Questa parola chiave, «dialogo», ci riporta alla nostra petizione contro la corsa dei maialini, che abbiamo lanciato qualche settimana fa. Infatti, sia nella dichiarazione alla stampa che nel dialogo con noi, l’OLMA ha sempre sottolineato il «dialogo» e l’obiettivo di gettare ponti tra la società e l’agricoltura.
Prospettive unilaterali
In linea di principio sarebbe anche una cosa da sostenere, se il «dialogo» a cui si punta non fosse così unilaterale, perché all’OLMA c’è spazio solo per rappresentazioni patinate dell’allevamento, una romanticizzazione dell’esercito e narrazioni che possono influenzare fortemente soprattutto i bambini. Per noi è chiaro: i bambini, che all’OLMA si divertono un mondo – comprensibilmente – con le tante attrazioni offerte, ricevono informazioni unilaterali, mentre altre prospettive, come quelle relative alla tutela degli animali, vengono attivamente nascoste.
Volevamo cambiare questa situazione, perché ne siamo convinte: il cambiamento sociale inizia dai più piccoli e dalle più piccole. La maggior parte dei bambini prova una naturale empatia e amore per gli animali, ma pochissimi capiscono appieno cosa succede agli animali nell’agricoltura, all’OLMA e soprattutto durante la corsa dei maialini. Quindi volevamo portare all’OLMA una prospettiva che mettesse al centro la tutela degli animali.
Con costumi da maialino e i libri Pixie contro lo sfruttamento degli animali
Per questo io e Angelina ci siamo infilate i costumi da maialino e abbiamo distribuito libri per bambini sugli animali, le loro caratteristiche e i loro bisogni: libri Pixie per i più piccoli e libri più corposi con un po’ più di testo per i più grandi. E il risultato è stato sorprendente, perché raramente abbiamo vissuto azioni di protesta in modo così positivo. Tutti i bambini e i genitori erano entusiasti/e e hanno accettato i libri con gratitudine. Siamo davvero felici di questa esperienza assolutamente positiva e non vediamo l’ora di scoprire quali conversazioni interessanti nasceranno durante la lettura serale.





