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Il tempo stringe: forte protesta contro i peccati climatici della SERV

Mercoledì 25 febbraio, insieme a una forte coalizione, abbiamo mandato un messaggio forte. Proprio davanti alla sede zurighese dell’Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (SERV) abbiamo chiesto: basta con il finanziamento di progetti legati ai combustibili fossili!

Mentre all’interno il consiglio di amministrazione della SERV era in riunione, fuori abbiamo fatto capire con una manifestazione creativa e un sacco di grandi orologi: la Svizzera è molto indietro nella protezione del clima e il tempo sta per scadere. Siamo stati/e rumorosi/e, creativi/e e sicuramente impossibili da ignorare.

Perché protestiamo: la nostra lettera aperta

Al centro della nostra protesta c’è una lettera aperta che abbiamo consegnato ufficialmente oggi durante la manifestazione. In totale, 23 organizzazioni, tra cui il WWF, Amnesty International e Public Eye, chiedono che la SERV si assuma finalmente le proprie responsabilità in materia di protezione del clima. L’Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni è infatti un’unità indipendente dell’amministrazione federale che deve rispettare le leggi, le direttive e gli obblighi internazionali svizzeri.

 

Ecco i punti chiave della nostra critica:

  • Violazione delle promesse internazionali: secondo il Clean Energy Transition Partnership (CETP), la Svizzera ha promesso di smettere di finanziare i combustibili fossili all’estero entro la fine del 2022. La SERV ignora questo impegno e continua a sostenere finanziariamente le centrali a gas, tra l’altro in Arabia Saudita e Turkmenistan.
  • Enormi emissioni di CO2: si stima che i progetti sostenuti dalla SERV emettano circa 20 milioni di tonnellate di CO2 all’anno, che è più o meno la metà delle emissioni nazionali totali della Svizzera.

Da qui derivano le nostre richieste:

  • Cessazione immediata di qualsiasi sostegno da parte della SERV a progetti nel settore dei combustibili fossili e ampliamento del sostegno a progetti nel settore delle energie rinnovabili.
  • Assumere un ruolo di modello e creare una strategia credibile per raggiungere emissioni nette pari a zero entro il 2040.
  • Pieno accesso a tutte le informazioni rilevanti per il pubblico, come previsto dalla legge sulla trasparenza.
  • Riorganizzare o ampliare il consiglio di amministrazione per allineare meglio la SERV ai principi della politica estera, ambientale e climatica della Svizzera.

👉 Qui puoi leggere la lettera aperta completa (purtroppo solo in francese).

 

La Svizzera deve agire ora. Non è possibile che la SERV e la SECO (la Segreteria di Stato dell’economia) sabotino la politica climatica internazionale e ritardino la transizione globale verso le energie rinnovabili, continuando a promuovere progetti legati al gas in contrasto con gli impegni climatici. L’escalation della crisi climatica minaccia le nostre basi di sussistenza e i diritti umani in tutto il mondo.

 

Non molliamo. La protesta di oggi è stata un segnale forte al Consiglio federale, alla SECO e al consiglio di amministrazione della SERV: li teniamo d’occhio. È ora di allineare finalmente i flussi finanziari agli obiettivi climatici di Parigi.

 

Il tempo stringe – per il clima e per una politica svizzera credibile!