Ieri sera, quando il sole è tramontato dietro le montagne di Davos, si è illuminato qualcos’altro: la nostra proiezione dell’avido Donald Trump, accompagnata dallo slogan «Spirit of plutocracy» (Lo spirito della plutocrazia).
Perché è proprio questo che incarnano Trump e il World Economic Forum (WEF): il dominio dei ricchi. Con questo abbiamo preso di mira in modo satirico il motto del WEF, “A spirit of dialogue” (Nello spirito del dialogo).
Con questa azione artistica abbiamo mandato un messaggio chiaro: contro Trump, contro le politiche autoritarie di potere ed economiche e contro la riduzione dei diritti democratici.
Mentre a Davos si discuteva di politica ed economia a porte chiuse, abbiamo reso pubblico questo sistema pericoloso e mostrato di cosa si tratta davvero: potere e profitto.
Trump non è un caso isolato, ma un simbolo di questo sistema che fa politica nell’interesse dei super ricchi. Il nuovo rapporto Oxfam mostra che le 12 persone più ricche del mondo possiedono più patrimonio della metà (!) della popolazione mondiale. E proprio l’anno scorso è stato reso noto che, per la prima volta in 20 anni, nel mondo ci sono più autocrazie che democrazie.
Proprio per questo la nostra azione è stata importante. Dimostra che la resistenza c’è. Molte persone continuano a credere nella democrazia, nei diritti umani e nelle regole internazionali e sono pronte a difenderli.


