Ora è chiaro: i tuoi diritti fondamentali vengono violati!
Il Tribunale amministrativo federale conferma: la sorveglianza di massa (intercettazioni radio e via cavo) delle nostre comunicazioni private è incostituzionale e viola i nostri diritti fondamentali e umani.
Questa vittoria storica è merito di un ricorso presentato dalla ‘Società Digitale’, avviato molto prima della petizione lanciata insieme a Campax. Il tribunale ha dato ragione all’associazione e ha affermato che l’attuale pratica del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) presenta «gravi carenze».
In particolare, critica il fatto che non ci sia alcuna protezione contro gli abusi e che le comunicazioni particolarmente sensibili, come quelle dei giornalisti o degli studi legali, rimangano semplicemente intrappolate nell’enorme rete di dati dei servizi segreti.
Per noi è chiaro: questa sorveglianza di massa senza motivo non può essere “aggiustata”. Deve essere fermata.
Cosa è successo prima:
Tutto è iniziato con una promessa che si è rivelata un inganno. Nel 2016 la Svizzera ha approvato la nuova Legge sulle attività informative (LSI). All’epoca, il Consiglio federale assicurò solennemente che era esclusa una sorveglianza capillare della popolazione svizzera. L’intercettazione dei cavi doveva servire solo alla “ricognizione all’estero”.
Ben presto è diventato chiaro che, dato che la maggior parte del nostro traffico Internet passa attraverso server stranieri (che si tratti di WhatsApp o di e-mail), di fatto ogni cittadino/a svizzero/a veniva sorvegliato.
“Viola sta leggendo insieme a noi”
Insieme alla ‘Società Digitale’, nel gennaio 2024 abbiamo lanciato la petizione «Viola sta leggendo insieme a noi: La ricognizione via cavo dovrebbe essere abolita!».
L’obiettivo: aumentare la pressione sull’allora consigliera federale Viola Amherd e sul DDPS. Mentre noi ci mobilitavamo politicamente, la ‘Società Digitale’ ha proseguito la via legale.
Il messaggio era chiaro: i nostri messaggi privati alla “mia dolce metà” o le nostre ricerche confidenziali non sono affari dello Stato.
Un mazzo di cavi
Nel marzo 2024 era giunto il momento: oltre 10’000 persone avevano firmato la nostra rivendicazione. Con un’azione simbolica sulla terrazza del Palazzo federale a Berna, abbiamo consegnato alla Cancelleria federale un mazzo di cavi.
Abbiamo reso visibile la sorveglianza invisibile e mostrato che la società civile è vigile.
Informazione digitale e mobilitazione
Parallelamente al lavoro politico, abbiamo raggiunto le persone proprio dove avviene la sorveglianza: in rete.
Il nostro video esplicativo (in tedesco) sull’informazione via cavo ha raggiunto oltre 100’000 persone solo su TikTok. Abbiamo mostrato che “non ho nulla da nascondere” è un argomento pericoloso che mina la nostra democrazia.
@campaxorg Unterschreibe jetzt unsere Petition an Viola Amherd gegen die Kabelaufklärung und zum Schutz unserer Privatsphäre🕵️ Link in der Bio
♬ Originalton - Campax
La sentenza del tribunale: un successo della perseveranza
Grazie al ricorso della ‘Società Digitale’, ora è chiaro: i servizi segreti non sono al di sopra della legge. Il Tribunale amministrativo federale ha accolto il ricorso nella sua interezza.
Il tribunale ha ora stabilito:
- Nessun controllo: manca un’efficace supervisione sulla raccolta dei dati.
- Nessuna tutela giuridica: le persone interessate non possono difendersi se i loro dati vengono registrati in modo errato.
- Pericolo per la democrazia: se le fonti dei giornalisti non sono più sicure, la libertà di stampa ne risente.
Come si procede ora?
La sentenza è un passo enorme, ma non è ancora la fine. I servizi segreti hanno ora tempo per adeguare la legge o impugnare la sentenza. Osserveremo attentamente se la politica cercherà di salvare la sorveglianza di massa con correzioni cosmetiche o se accetterà finalmente che la privacy è un diritto fondamentale inviolabile.
Una cosa è certa: la tua pressione ha funzionato. Insieme a partner come la ‘Società Digitale’, continueremo a seguire la questione.
Vuoi continuare a sostenere il nostro lavoro? Con il tuo aiuto rimaniamo agili e vigili per garantire che la nostra libertà sia preservata anche nello spazio digitale.
