Dichiarazione di Campax sulle 1’180 e-mail inviate ai membri del Consiglio degli Stati
Lunedì sera il Consiglio nazionale ha respinto un aumento di bilancio di 1 milione di franchi per l’attuazione della Convenzione di Istanbul. A questa decisione hanno reagito partiti, collettivi femministi e organizzazioni, tra cui anche Campax.
Appello per un’azione via e-mail
Campax ha invitato la community a partecipare a un’azione via e-mail e ha messo a disposizione un modello di messaggio. Chi ha aderito all’appello è stato reindirizzato a un sito web. Da lì, le e-mail ai membri del Consiglio degli Stati sono state inviate manualmente, senza l’uso di bot. Ogni singola e-mail è stata inviata da persone reali tramite il proprio indirizzo e-mail privato.
Nel giro di poche ore sono stati inviati circa 1’180 messaggi ai membri del Consiglio degli Stati, in particolare a quelli che nell’ultima votazione si erano astenuti o avevano votato contro l’aumento. Parallelamente è in corso un appello delle Donne del PS, che nel frattempo è stato firmato da oltre 448’000 persone. Queste reazioni così forti da parte della gente dimostrano che la protezione delle donne è una questione che sta a cuore alla popolazione, che chiede alla politica di fare progressi concreti.
La pressione ha funzionato: già mercoledì il Consiglio degli Stati ha approvato il milione di franchi e ha anche accolto la mozione di minoranza di Eva Herzog (PS), che chiedeva 1,5 milioni di franchi per progetti contro la violenza sulle donne.
Cyberbullismo o strumento legittimo in una democrazia?
Alcuni parlamentari hanno definito l’azione «controproducente» (Andrea Gmür-Schönenberger, Centro) o «cyberbullismo» e l’hanno paragonata agli «attacchi hacker russi» (Andrea Caroni, PLR).
Questi paragoni non solo minimizzano il vero cyberbullismo, che colpisce le donne in misura superiore alla media, ma sminuiscono anche la partecipazione democratica. Le e-mail educate inviate dai cittadini ai rappresentanti eletti in Parlamento prima di votazioni importanti sono uno strumento legittimo in una democrazia che funziona.
Citazioni
«1180 persone hanno inviato un’e-mail perché il tema è estremamente importante per loro e perché, dopo 27 femminicidi nel 2025, ci siamo sentiti tutti traditi dalla decisione del Consiglio nazionale», spiega Itziar Marañón, direttrice di Campax.
Aggiunge: “«Dopo l’ottavo femminicidio abbiamo lanciato, insieme a 90 organizzazioni, la campagna “350 milioni per la sicurezza delle donne!”; dopo il venticinquesimo femminicidio abbiamo fatto appello via e-mail, insieme a decine di organizzazioni, alla responsabilità dei parlamentari… nessuna richiesta è stata ascoltata. Ora siamo arrivati a 27 femminicidi e nonostante ciò il Parlamento vuole proprio risparmiare sulla protezione delle donne. L’appello del PS e l’azione via e-mail di Campax dimostrano che centinaia di migliaia di persone dicono “Basta!”. È così difficile da capire per i rappresentanti della popolazione a Berna?» ”
Cordiali saluti
Campax