Risposta del Consiglio federale: Accoglienza umanitaria di richiedenti asilo provenienti dall’Afghanistan

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In agosto abbiamo consegnato a Berna la petizione “Accoglienza umanitaria di richiedenti l’asilo provenienti dall’Afghanistan” con oltre 23’000 firme.

Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una risposta dalla consigliera federale Karin Keller-Sutter. Il Consiglio federale rimane cauto. “Per la Svizzera, la priorità in questo momento è l’aiuto sul posto”, si legge nella risposta della consigliere federale. Questo è importante, ma crediamo che l’accoglienza di rifugiati/e non sia paragonabile all’aiuto sul posto!

“In totale, 385 persone con un legame con la Svizzera sono state portate via dall’Afghanistan con la più grande operazione di evacuazione della Svizzera…”
“L’attuale programma di reinsediamento 2020/21 prevede l’ammissione di un massimo di 1600 rifugiati/e particolarmente vulnerabili”.
“Il Consiglio federale ha già deciso una quota di 1600 rifugiati/e di reinsediamento per il 2022/23”.

Sono troppo pochi/e!
La Svizzera dovrebbe ora accogliere almeno 5000 rifugiati/e!

“Tuttavia, i criteri legali per il rilascio di un visto umanitario sono rigorosi. La semplice appartenenza a un gruppo solo eventualmente in pericolo non è sufficiente per poter giustificare un pericolo di vita. Inoltre, queste persone devono avere un legame stretto e attuale con la Svizzera. La Svizzera non ha una rappresentanza in Afghanistan. Di conseguenza, la domanda di visto deve essere presentata fuori dal territorio afgano ad una rappresentanza svizzera all’estero.”

Gli ostacoli burocratici per i visti umanitari devono essere adattati!
Le persone dell’Afghanistan hanno bisogno di aiuti umanitari immediati!

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Qui trovate la risposta completa:

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