NO alla legge sull’eID il 7 marzo!

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Il 7 marzo si voterà sulla legge eID (Legge federale sui servizi d’identificazione elettronica). La legge vuole una carta d’identità commercializzata che può essere emessa dalle principali banche, compagnie di assicurazione e corporazioni affiliate allo Stato. Questo permette l’uso improprio dei dati biometrici. Campax dice quindi NO alla nuova eID.

Ecco perché il 7 marzo diremo NO all’eID:
  • Passaporto svizzero digitale: La legge sull’eID vuole commercializzare per la prima volta un documento d’identità ufficiale e farlo emettere da fornitori privati: il passaporto svizzero digitale. Aziende come banche e assicurazioni prenderebbero il posto degli uffici dei passaporti. Queste gestirebbero i dati sensibili dei cittadini e delle cittadine. Anche se l’eID non è ancora un documento di viaggio riconosciuto a livello internazionale, assumerebbe la stessa funzione online di un documento d’identità ufficiale. Per esempio, quando si ritirano lettere raccomandate, si conclude un contratto o si ottiene un estratto del registro delle esecuzioni e fallimenti.
  • La Confederazione serve come fornitore di dati: con la commercializzazione dell’identità digitale, la Confederazione è ridotta a un fornitore di dati. A tal fine, l’Ufficio federale di polizia fedpol creerà una nuova banca dati personale. Questi dati verrebbero poi messi a disposizione di società private.
  • Protezione dei dati insufficiente: : in contrasto con le attuali carte d’identità, ogni uso della eID sarebbe registrato e memorizzato centralmente da una società privata. Questo crea potenziali abusi. L’unica protezione efficace dei dati sarebbe quella di non raccogliere dati inutili. La privatizzazione dell’eID darebbe anche ai giganti tecnologici internazionali la possibilità di diventare emittenti dell’eID.
  • Mancanza di fiducia tra la popolazione: secondo sondaggi rappresentativi, oltre l’80% della popolazione vuole ottenere il proprio passaporto digitale dallo Stato piuttosto che dalle aziende. C’è una mancanza di fiducia nelle aziende private. Con la legge sull’eID, il Consiglio federale e il Parlamento hanno ignorato la volontà della popolazione.
  • Le associazioni degli anziani dicono di no: gli anziani/e temono che l’eID verrà loro imposta dalle aziende private. Ecco perché il Consiglio svizzero degli anziani, l’Associazione svizzera degli anziani e la Federazione associazione dei pensionati e d‘autoaiuto in Svizzera respingono il progetto di legge.
  • I cantoni rifiutano la legge: Otto cantoni rifiutano di sostenere la legge sull’eID perché considerano l’emissione di carte d’identità come un compito centrale dello Stato. Il cantone di Sciaffusa e la città di Zugo emettono già la loro eID. La Confederazione potrebbe facilmente emettere un passaporto digitale. Anche il nostro vicino, il Liechtenstein, è riuscito a sviluppare un sistema analogo in un anno.

Il 7 marzo, diciamo NO alla legge federale sui servizi di identificazione elettronica (legge sull’eID).

Mobilitare gli amici e/o le amiche a votare

Con il Mobilisr di Campax, puoi ricordare in pochi clic ai tuoi amici e/o alle tue amiche e conoscenti di votare contro la legge sull’eID ORA.

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