Il diritto all’aborto è sotto pressione

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Theres Blöchlinger ha trascorso con noi questa settimana nell’ufficio di Campax. Theres è stata un’attivista della prima ora che si è battuta per la norma legislativa sulla non punibilità dell’aborto volontario entro i primi tre mesi di gravidanza e ha esercitato la professione di ginecologa.

Il motivo della sua visita è stata la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di revocare il diritto all’aborto; di conseguenza, milioni di donne nordamericane stanno via via perdendo l’accesso all’aborto legale. Inutile dire che una tale deriva porrà in serio pericolo la salute delle suddette. L’aborto ci sarà sempre. L’unica domanda è se la salute delle donne potrà essere tutelata o se piuttosto sarà messa a repentaglio.

Ma anche in Svizzera il diritto all’aborto è a rischio: gli oppositori e le oppositrici dell’aborto hanno lanciato iniziative per minare i nostri diritti.[1] Theres e molte altre attiviste hanno lottato troppo a lungo per questo diritto per permettere loro di tagliare l’accesso dalla porta sul retro. Per questo dobbiamo unirci e affrontare gli oppositori e le oppositrici all’aborto.

Ma Theres va oltre: l’obiettivo non è stato raggiunto neanche in Svizzera. Ad oggi, la norma legislativa sulla non punibilità dell’aborto volontario entro i primi tre mesi di gravidanza è ancora in vigore nel diritto penale, vale a dire l’aborto impunito fino alla dodicesima settimana. Si tratta di un intervento medico e rientra quindi nella legge sanitaria. In questo ambito si può anche prevedere un maggiore sostegno per le donne colpite.

Oggi io e Theres abbiamo lanciato insieme una petizione sulla Sonntagszeitung. Sostieni la richiesta affinché gli aborti vengano disciplinati dalla legge sanitaria firmando e condividendo il nostro appello.

L’incontro con Theres mi ha ispirato moltissimo. Ancora una volta mi sono resa conto di quanto noi giovani donne siamo saldamente sorrette dalle spalle di pioniere come Theres, che si è battuta per decenni per questa causa. Ora dobbiamo difenderla insieme. Non girarti dall’altra parte!

Saluti militanti,

Virginia Campax

Virginia

P.S. il tuo corpo non è una questione di Stato. La tua integrità fisica e mentale è una questione personale! Davvero solo tua! Firma subito questo appello per far capire agli oppositori e alle oppositrici all’aborto: nessun passo indietro!

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