Il gigantesco striscione mette sotto pressione UBS

, , ,

Stamattina, ore 9:30. Mi trovo davanti all’ufficio di UBS a Zurigo-Altstetten e guardo con un certo nervosismo l’edificio di fronte situato dall’altra parte dei binari. Poi finalmente è arrivato il momento: due colleghi della comunità di Campax hanno srotolato un gigantesco striscione giù per l’edificio. Su una larghezza di 20 metri si legge la scritta «UBS: Nessuna complicità – niente affari con Hikvision!», ben visibile dagli uffici UBS e ottenendo l’effetto desiderato: i/le collaboratori/trici UBS si sono alzati dalla scrivania e avvicinati alla finestra guardando con stupore lo striscione. Più tardi veniamo a sapere che una foto è circolata anche nella chat interna dei dipendenti UBS. Questo è esattamente ciò che volevamo ottenere: Che UBS e il suo personale non possano ignorare la nostra richiesta.

Perché la grande banca è coinvolta nel sistema di sorveglianza con cui viene controllata la minoranza etnica uigura in Cina. Immagina di essere sotto costante sorveglianza. Ci sono telecamere ad ogni angolo di strada, negli hotel e nei taxi. Ogni poche centinaia di metri c’è una stazione di polizia e nei luoghi e strade importanti c’è un posto di blocco dove si deve scansionare il viso. Il regime cinese ha accesso al tuo smartphone tramite un’applicazione e raccoglie continuamente i tuoi dati. Tutto ciò che è di interesse per lo Stato viene memorizzato in una banca dati centrale. [1] Se ti rendi sospetto, vieni mandato/a gratuitamente in un “campo di rieducazione” dove verrai indottrinato/a con la propaganda di Stato. Anche nel campo verrai monitorato/a passo dopo passo. [2]

Anche la grande banca svizzera UBS è coinvolta in questo sistema di monitoraggio. Da anni intrattiene rapporti commerciali con il gruppo cinese Hikvision, che fornisce la tecnologia per il monitoraggio degli/delle uiguri/e. Nonostante le critiche internazionali e le sanzioni statunitensi contro Hikvision, UBS continua a mantenere le sue relazioni commerciali.

Nel giugno di quest’anno, la Società per i Popoli Minacciati ha già presentato una denuncia contro UBS. La petizione lanciata domenica dalla comunità di Campax e l’azione odierna aumentano la pressione sulla grande banca per porre fine alle relazioni commerciali con Hikvision. Questo non solo priverebbe Hikvision delle risorse finanziarie, ma invierebbe anche un chiaro segnale ad altri investitori e al regime cinese.

Parallelamente la comunità di Campax continua a lottare per la rinegoziazione dell’accordo di libero scambio con la Cina. Insieme ai/alle nostri/e partner lavoriamo quindi a vari livelli per far sì che la Svizzera eserciti pressioni sulla Cina. Dopo tutto, solo con una forte pressione internazionale si può raggiungere l’obiettivo: La libertà degli/delle uiguri/e.

***

Foto: Marin Mikelin

Fonti:
[1] NZZ, 4.5.2019, «Mit einer App verfolgen die chinesischen Behörden die Menschen in Xinjiang auf Schritt und Tritt».
[2] ZDF, 29.11.2019, «Wie China gegen die Uiguren vorgeht».

Delle aziende svizzere fanno affari nello Xinjiang

Le aziende svizzere Rieter, Uster Technologies e Saurer fanno affari...

Il nuovo Segretario di Stato americano parla di genocidio contro gli/le uiguri/e in Cina

Dopo il predecessore Mike Pompeo, anche il nuovo Segretario di...

Leave your comment