Frontex coinvolto in pushbacks

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Campax rivendica quindi al Consiglio federale di chiedere le dimissioni di Leggeri e di sospendere la partecipazione svizzera a Frontex fino a quando non sarà garantito il rispetto del diritto internazionale. 

Una nave militare blocca la rotta ad un gommone pieno di rifugiati/e. Qualche tempo dopo la nave ritorna ad alta velocità, provocando forti onde. Il gommone comincia ad ondeggiare e si allontana. Questa scena immortalata in un video della guardia costiera turca, è stata pubblicata dal portale investigativo Bellingcat. [1] Le immagini dimostrano che l’agenzia europea per la protezione delle frontiere Frontex è coinvolta nei cosiddetti pushback. Questo è il termine per definire i respingimenti forzati dei rifugiati dall’area Schengen. I metodi delle guardie di frontiera sono perfidi: bloccano le barche dei rifugiati finché non finiscono il carburante o danneggiano i motori. Se le barche non possono più essere manovrate, vengono cacciate dalle acque dell’area Schengen tramite le onde causate dalle navi militari. Poiché molte delle barche sono sovraffollate, e dato che gli/le occupanti spesso non sanno nuotare e già sono sul punto di morire di sete, i respingimenti mettono a rischio la vita di chi fugge. Ma non solo: questi atti violano anche i diritti umani e il diritto internazionale vigente. In caso di respingimenti, i/le rifugiati/e li/le viene preclusa la possibilità di chiedere asilo, anche se sono minacciati di persecuzione, tortura o omicidio nel loro paese di provenienza.

Nessuna sorpresa

L’agenzia europea di frontiera Frontex è stata accusata per anni di coinvolgimento in pushback illegali. Lo scorso ottobre, Bellingcat e altri media sono stati in grado di dimostrare, sulla base di varie fonti, che Frontex era attivamente coinvolta nel caso sopracitato. In molti altri casi, l’agenzia dell’UE era presente o nelle immediate vicinanze.

Nonostante le prove schiaccianti, il direttore di Frontex Fabrice Leggeri si rifiuta di far indagare dall’esterno gli incidenti. Documenti interni trapelati al pubblico mostrano persino che Leggeri era a conoscenza degli incidenti e ha mentito al Parlamento Europeo durante l’interrogatorio. [2]

La Svizzera non deve diventare complice

La Svizzera partecipa a Frontex dal 2011. Ogni anno invia circa 40 persone alle frontiere dell’area Schengen. Campax è fondamentalmente molto critica nei confronti di Frontex e della partecipazione della Svizzera a questa. Tuttavia, finché la Svizzera apporta risorse finanziarie e umane a Frontex, deve essere garantito almeno il rispetto dei diritti umani.

Per garantire ciò, sono necessarie riforme globali. Queste non sono ovviamente possibili sotto il direttore Leggeri. Campax rivendica quindi al Consiglio federale di chiedere le dimissioni di Leggeri e di sospendere la partecipazione svizzera a Frontex fino a quando non sarà garantito il rispetto del diritto internazionale.

Le nostre possibilità sono buone, perché la pressione su Leggeri è in costante aumento. Ora è importante che tutti gli Stati membri prendano una posizione chiara. Facciamo capire al Consiglio federale che non tollereremo violazioni dei diritti umani. Leggeri deve dimettersi e aprire la strada a vere riforme! Firma la petizione ora!

Foto: Guardia costiera turca. La foto è solo illustrativa, la barca non è in uso per Frontex.

Fonti:
[1] https://www.bellingcat.com/news/2020/10/23/frontex-at-fault-european-border-force-complicit-in-illegal-pushbacks/
[3] https://www.guengl.eu/frontex-chief-must-be-sacked-after-migrant-pushback-expose/
https://www.socialistsanddemocrats.eu/newsroom/sds-call-frontex-director-resign

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