Consegna della petizione “Sessismo alla BNS”

,

Sessismo, mobbing e discriminazione salariale dilagano alla Banca Nazionale Svizzera. Questa la conclusione dell’articolo “die letzte Bastion – l’ultimo bastione” di Patrizia Laeri e Fabio Cavegn. Articolo nel quale prendono la parola numerose persone colpite. Le accuse sono pesanti, la conclusione è chiara: c’è bisogno di un’indagine indipendente sugli eventi e sui processi della BNS.

Questo è esattamente ciò che 4’450 persone chiedono tramite la nostra petizione “Sottoporre a indagini indipendenti gli atti di sessismo all’interno della BNS”. Mercoledì 9 dicembre abbiamo potuto consegnarla personalmente alla Presidente del Consiglio di banca della BNS, Barbara Janom Steiner.

Una discussione chiarificatrice

In qualità di esperta mi ha accompagnata Jolanda Spiess-Hegglin, la quale si occupa da anni di discriminazione e sessismo in Svizzera e che ha sistematicamente indagato sul tema. La conversazione tra noi quattro, la signora Janom Steiner e un rappresentante della BNS è, stata molto costruttiva e istruttiva. Fin dall’inizio siamo stati/e in grado di porre la nostra richiesta di un’indagine esterna dettagliata e di sottolineare la responsabilità sociale della BNS.

Durante la conversazione è poi emerso chiaramente che il Consiglio di banca prende la questione sul serio e ha già condotto un’indagine sui casi segnalati negli ultimi sei anni. Inoltre, è in corso un’indagine più ampia, accompagnata da esperti/e esterni/e. La signora Janom Steiner ha sottolineato che il Consiglio di banca è indipendente dalla BNS e che i suoi membri non vengono eletti dalla Direzione generale della Banca, ma dall’Assemblea generale e dal Consiglio federale. Più precisamente, sei membri del Consiglio di banca vengono eletti dal Consiglio federale e cinque dall’Assemblea generale della BNS. L’indipendenza dell’indagine sarebbe quindi garantita. Allo stesso tempo, verrà anche elaborato il barometro a parità di retribuzione previsto dalla legge.

Il fatto che lo studio sia accompagnato da esperti/e esterni/e da un lato, e che Vania Alleva, presidente di Unia e una rappresentante credibile delle lavoratrici, sieda nella commissione d’inchiesta è un segno positivo. La signora Janom Steiner ci ha assicurato in maniera credibile che avrà luogo una rielaborazione della questione e che è consapevole che lei – anche in qualità di prima donna Presidente del Consiglio di banca – vuole portare avanti il cambiamento sociale per la parità dei sessi.

Come prosegue?

Naturalmente, molte domande rimangono aperte. Un’indagine di questo tipo può portare alla luce abusi sistematici, soprattutto se sono già oggetto di indagine da parte dell’Ufficio competente? Le persone interessate riferiranno apertamente, anche se gli abusi sono già stati categoricamente respinti dalla direzione prima dell’indagine? Mercoledì a Coira abbiamo messo tutte le carte sul tavolo.

Quello che è certo è che l’articolo apparso su “Republik” ha dato un impulso al cambiamento e la petizione di Campax ha mandato un segnale importante. Sia per timore di un danno alla loro immagine, sia per interesse sincero: la Direzione generale della BNS e il Consiglio di banca devono agire ora e trasformare le parole in fatti. Rimaniamo sul tema.

 


[1] Republik, 24.9.20, die letzte Bastion

Non prendiamo soldi da Stato o da aziende.

Ti piacerebbe sostenere la lotta per più parità e diritti per le donne*? Allora sostienici con una donazione. Già 7.- aiutano enormemente.

Le donne svizzere pagano più tasse sugli assorbenti che i/le contadini/e sui pesticidi - per quanto tempo ancora?

Neue Zürcher Zeitung, 08.01.2020 All'inizio dell'anno la Germania ha abbassato...

Leave your comment